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Intro


Maybe, tre ragazzi di diciannove anni, rock incendiario e uníeleganza di seta elettrica. Hanno la loro musica: riff che sono mantra, testi visionari, melodie che divorano lo spirito. Gli urli della chitarra giungono dalla pancia del mondo, la batteria suonata da un titano, il basso che ti pedina, la voce velluto che graffia. Con la loro adrenalina illumini una città. All’improvviso reinterpretano Jimi Hendrix, Clapton, Stevie Ray e scopri che sei a casa Rock, nel salotto buono. Ti chiedi come facciano a essere tre e a sembrare uníorchestra, e a un tratto, miracolosamente, la libertà dei Maybe è la potenza dei Cream, Ë la dolcezza acida dei Tool. Che suonino il loro rock o I shot the sheriff, Maybe toglie il freno e scardina le valvole cardiache. Ascolti e ti domandi ma come suoneranno tra quindici anni. Nel cuore di Maybe, il recupero di una formidabile idea degli anni 70, proiettata nel XXI secolo: il concerto rock come un viaggio di liberazione da compiere con il pubblico, novanta minuti di scossa. Perché Maybe è una meteora controcorrente sullíautostrada della musica. All’improvviso un cavallo selvaggio in una strada della tua città. Come sarebbe il mondo, se saltassero i limiti. “J. Melik.”

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Formazione

  • Jonny Schwed da Montalcino – chitarra elettrica/acustica e voce
  • Mattia Ferretti da Montalcino – basso elettrico
  • Alessandro Chiavoni da Siena – batteria

Bio


I Maybe nascono da un sogno di un ragazzino di 13 anni a Montalcino. Giovanni in arte Jonny scopre nel 2006 il rock degli anni ’70 passando dai Led Zeppelin,ai Cream,da Jimi Hendrix a Stevie Ray Vaughan, da Rory Gallagher al blues nero americano. E da lÏ il suo cuore inizia a palpitare per la sei corde elettrica che gli verrà regalata in versione economicissima, con amplificatorino compreso. Alla scuola di musica di Montalcino studia un’ora a settimana con Diego Perugini, unica raccomandazione: iniziare direttamente a svisare sui giri di blues dalle canzoni, altrimenti il ragazzino scalpita. Tutti i giorni davanti a YouTube “suona”con i suoi idoli Page, Hendrix, Clapton. Nel 2008 a una gita scolastica l’incontro con quello che sarà il primo batterista dei Maybe, Raffaele Contorni che suona lo strumento dall’età di 4 anni ed Ë allievo di Francesco Petreni a Siena Jazz. E’ “amore” a prima prova. Ora manca il bassista. Jonny convince il suo amico d’infazia Mattia a studiare il basso elettrico, e Mattia si rivolge a Riccardo” Foggy” Biliotti alla scuola di Rock Factory. Da quel momento tutti i sabati la famiglia Jonny più il bassista si trasferiscono ad Abbadia San Salvatore dove risiede la batteria di Raffaele. E lÏ nel garage di famiglia che i ragazzi eseguono rivisitazioni dei pezzi rock anni 70 che Jonny riarrangia trovando soluzioni anche per il “giovane” basso di Mattia. Colpisce il carisma del gruppo e l’espressivit‡ adulta della chitarra. Un incontro importante e quello di Jonny con Nick Becattini a Vetulonia, da anni patria estiva del rock blues (dall’anno successivo i Maybe saranno ospiti fissi di tutte le feste di Vetulonia per aprire i concerti al blues man di turno). Da quel magico incontro per Jonny incomincia un nuovo appuntamento settimanale a Pistoia. Tutti i giovedÏ da Montalcino si parte alla volta di Becattini e le sue lezioni preziosissime di blues e rock blues, anche questa volta adattate al carattere e alle caratteristiche del ragazzo che non ha mai studiato lo spartito e la chitarra classica. Tre ore all’andata, due di lezione e tre ore al ritorno in un traffico bestiale. Jonny Ë entusiasta del suo Maestro e del rapporto che via via si va creando. I Maybe continuano le loro prove tutti i sabati e vengono invitati a rappresentare Siena Rock alla festa della musica di Montalcino, poi a qualche manifestazione dei giovani della zona, a qualche sagra, a qualche festa in campagna con pubblico spesso anglosassone che si entusiasma sempre di più. Nel 2012 senza preavviso e con un messaggino su facebook il batterista lascia: preferisce immaginare una carriera da turnista. In questo periodo di assenza, Jonny scrive pezzi suoi, arrangiando per la rinascita dei Maybe, per il gruppo che sarà. E si decide a scrivere anche i testi e soprattutto a cantare (fino ad allora i Maybe erano perlopiù una band strumentale). E’ nel 2013 che Jonny sente suonare un batterista diplomando alla Rockfactory di Siena, Alessandro Chiavoni nel pezzo The Pot, dei Tool, colpo di fulmine: nasce un’intesa e una condivisione totale. Quest’estate del 2013 fanno in tempo a partecipare al contest Santa Lucia a Grosseto e arrivano primi con la giuria di musicisti in piedi a gridare bravi. Curiosità i secondi classificati si erano presentati come i vincitori del Wasaby 2013.
Ora i Maybe desiderano solo suonare. Suonare ovunque.

PODCAST Bar Band Project

Bar Band Project presenta: Maybe / 23 Gennaio 2014 by Tvspentaontheradio on Mixcloud