Biblioteche vintage

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  • 21/03/2014
  • by Silvia Zordan
  • biblioteca, ebook, ereader,
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In biblioteca è arrivato Kobo.

Tra l’archivio storico e la sezione artistica sonnecchiava per intere giornate: non molto loquace, devo ammetterlo, se non me l’avessero presentato chissà per quanto tempo ancora lo avrei innocentemente ignorato. Pratico, versatile e poco ingombrante, sul momento. Un po’ pieno di sé, poco amichevole coi coetanei: forse solo timido, pensai, basteranno pochi giorni e si sentirà a casa. Eppure c’era qualcosa in lui che lo rendeva allo stesso simile ma lontano anni luce dai suoi compagni: una marcia in più oppure un qualche nostalgia nascosta? Con gli amici parlavo di lui come di profumo che non si riesce a spiegare, o di un quadro di cui non ricordi l’autore: era lì eppure non sapevo se avvicinarmi o lasciarlo in stand-by, per i fatti suoi. Da qualche tempo, però, la sua presenza discreta alle mie spalle si è fatta minacciosa, senza esagerare, dico davvero. Si fa largo tra i volumi con incedere lento e gravoso. Gli scaffali si svuotavano al suo passaggio, intimoriti, forse, o risucchiati nella spirale affascinante del nuovo venuto. Io parlo poco con lui, siamo di due generazioni diverse e i (pochi) anni che ci separano sono bruscolini rispetto al nostro modo di vedere il mondo, la lettura, i libri. Lui si dichiara “ecologico e pulito”, estremamente aperto alle novità e aggiornato. Io no. Dice che sono all’antica, “vintage”, una nostalgica, insomma. Sta di fatto che va molto d’accordo coi ragazzi, hanno gli stessi interessi, parlano la stessa lingua e percepisco quello strano feeling che lega lo scaffale delle crocchette alla mia gatta. Vengono spesso in biblioteca a trovarlo e questo è un bene, dopotutto. Ricordo le lunghe mattinate a riordinare scaffali di libri per ragazzi ormai già in ordine perfetto perché nessuno li toccava, ad eccezione della polvere.

Eppure a poco a poco le copertine scompaiono dagli scaffali, l’odore di carta e storia abbandonano questa biblioteca, le pagine non si staccano più col tempo, non ingialliscono al tocco, non si inzuppano di emozioni.

Eppure questa avrebbe potuto essere una bella storia, se non fosse che sto finendo la batteria.

Non sarà mica questa la sorte delle biblioteche?

Come-gli-eBook-trasformeranno-la-libreria-Billy-dellIkea

 

I libri pesano, ingombrano, portarli con sé è difficile, bisogna saperli scegliere. Certo, molti si dimenticano, altri si impolverano, pochi si prestano, ancora meno se ne regalano, eppure un libro non muore mai. E’ fatto di materia organica, vivente e richiede mille attenzioni e poi spazio e tanto tempo. Chiudere l’ultima pagina di un libro apre la mente più di tutto il database della ragnatela mondiale.

 

 

E tu cosa ne pensi?
Luce accesa sul comodino o schermo retroilluminato?
Sfogliare le pagine o lasciarci l’impronta?

 

Nella nostra biblioteca trovate scaffali pieni di libri senza ragnatele e una tavoletta retroilluminata a cui togliere il velo…

2 Comments

Patrizia Veltroni
..che dire ..io sono vintage e adoro le biblioteche vintage...per qst sostengo e sosterrò fermamente e per sempre il cartaceo..anche quando, purtroppo e speriamo tardi, verrà soppiantato dal digitale.... Amo il cartaceo vuoi per una questione nostalgica...sono cresciuta in mezzo alle pagine..il primo regalo della Befana,che io mi ricordi, fu un libro..Fiabe Orientali di cui ricordo sempre la copertina ricca di colori e di immagini,lucida e spessa.....tutto resta di un libro...niente va perso...lo scritto su carta resta impresso nella memoria..un libro è visibile agli occhi nella sua interezza, ti dà sicurezza, lo tocchi, lo sfogli,senti l'informazione, il contenuto la storia...che si ferma lì, con un segnalibro in mezzo che decidi solo tu se toglierlo o lasciarlo e non la fine di una batteria che ti abbuia la vista....Un libro vai a cercarlo fisicamente e non stando seduto,vai in libreria ,in biblioteca, ti muovi e lui con te, lo porti a casa e lui diventa parte integrante della tua vita ,delle tue cose, della tua storia....E che dire delle letture di libri on line...io credo che l'utilizzo del digitale sia, purtroppo un fenomeno che prenderà sempre più campo perchè molti dei nativi digitali leggono da subito più su monitor che su carta e leggono sempre meno libri veri e propri...proprio per questo dubito che diventino forti lettori coloro che usano prevalentemente qst tecnologie moderne...certo è più comodo leggere su un tablet mentre sei in tram in treno nei buchi morti e di attesa di una giornata,,quando sei fuori casa..ecco la lettura digitale dovrebbe solo occupare qst spazi brevi ed effimeri.... in casa e a scuola si dovrebbe ancora leggere su carta prevalentemente e non già portare a discussione la digitalizzazione dei libri scolastici...il digitale non può prendere il sopravvento...sta a noi difendere le biblioteche e le librerie scolastiche dai ragni e dalle ragnatele...dando VOCE ai libri stessi....
antonio tasso
Per uno come me, più che "maturo" e aduso da tempo al "lasciar stare le cose come sono", il KOBO (scoperto in libreria alla fine dell'anno scorso) non può non rappresentare un....pericolo come tutto ciò che "tecnologicamente" ha una sua "razionalità" affatto diversa da quella che la mia povera mamma m'instillò in un mattino di marzo di 66 anni fa e che una generazione di maestri, professori e cattedratici, hanno provveduto a consolidare. Il fascino dell'immediatezza e della portabilità non compensa il "terrore" di poter sbagliare tasto, di perdere la rete, di esaurire la batteria.... no, no: alla faccia della modernità, della praticità, della pulizia meglio, molto meglio lo "sporcarsi le mani" con la carta stampata, magari dopo essersi inumidito -in barba all'igiene- il dito che sfoglia, che tocca, che ti tiene in contatto con quello che leggi, che sogni, che vivi e che -per me, naturalmente - mai ti potrà esser dato dall'asettico scorrere delle righe su un freddo schermo illuminato. E poi, vuoi mettere il bello della polvere che ti viene addosso dallo scaffale quando vai a ricercare (e finalmente trovi) quel volume che sapevi di avere, lo prendi, ci soffi sopra, inforchi gli occhiali e ......." te lo porti a letto" come -una volta- avresti fatto con la bella donna dei tuoi sogni!

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